Paolo Vanoli, tecnico del Torino, ha commentato così il pari esterno 1-1 contro la Lazio: “Pari meritato? Direi di si, affrontavamo una grande squadra con giocatori forti nell’uno contro uno. Nel primo tempo c’è stato solo l’errore di Vanja, poi siamo stati bravi e compatti, forse dovevamo palleggiare meglio perché ce lo permettevano. Siamo stati bravi perché sapevamo di incontrare una Lazio ferita dai cinque gol di Bologna, dovevamo fare una grande partita di personalità e siamo stati bravi a rimanere sempre in partita. Bisogna sempre rimanere nella gara, abbiamo messo poi una formazione molto offensiva grazie alla disponibilità dei ragazzi. Ci abbiamo lavorato e questo è merito della squadra“.
Avete dei rimpianti: “No, non ho rimpianti perché non guardo indietro. Gli errori fatti li vedo come un’occasione di crescita, dopo l’infortunio di Duvan qualcosa è successo. Siamo stati bravi a tenere la barca dritta, ho capito che bisognava cambiare qualcosa e ci siamo riusciti. Questo dipende però sempre dalla disponibilità dei giocatori, avevamo promesso che sarebbero state tutte finali e stiamo onorando un club importante“.

Ancora Vanoli
Crede di poter aumentare ancora il coraggio di questa squadra: “Passando da una difesa a cinque a una difesa a quattro cambiano i meccanismi, con gli innesti di gennaio stiamo diventando più fluidi anche se Casadei deve imparare a fare meglio il ruolo del centrocampista. Non ha trovato il tempo di giocata nel primo tempo, ma stiamo lavorando bene. La disponibilità di giocatori come Elmas, Karamoh e Sanabria possiamo fare anche il 4-2-4 ma ci vuole tempo“.
La squadra si è responsabilizzata dopo l’infortunio di Zapata di inizio anno: “Sono processi, la nostra strada quest’anno è stata veramente tortuosa. Siamo partiti con delle idee e abbiamo lavorato su quelle dove si sono visti dei frutti a inizio campionato. Non pensavo che la nostra squadra accusasse così tanto l’infortunio di Duvan, sia in campo quanto in spogliatoio. C’è voluto tempo, anche nelle sconfitte siamo stati bravi a rimanere vivi. Abbiamo anche giocato bene, ma non è facile senza risultati. Abbiamo dovuto aspettare Maripan, quando ci siamo ritrovati ci siamo messi a quattro e alzato il baricentro. Nella costruzione di questa squadra non c’erano quinti bravi ad attaccare la linea come Bellanova o delle mezzali che sanno inserirsi, questa è una squadra di palleggio anche se a me piace più una squadra che attacca gli spazi. Nel periodo più difficili il ragazzo che ci ha dato tanto è stato Karamoh perché è l’unico che sa attaccare la profondità, ci ha dato tanto“.

Su Gineitis
Quanto può essere importante per voi un giocatore come Gineitis: “L’ho detto fin dal primo giorno, la cura di chi gioca meno per me è fondamentale. So che mi guardano storto perché vogliono giocare, ma devono guardare chi in questa squadra fa la differenza e in questo periodo chi fa la differenza è chi entra. Cinque minuti possono bastare per cambiare una stagione, è successo a Karamoh e sta succedendo a Gineitis. Un allenatore deve far crescere individualmente il giocatore, ora Gineitis sta bene. Sono convinto che anche Casadei ha avuto un exploit tutto d’un colpo segnando e andando in nazionale, ma non giocava da sei mesi e piano piano si ritroverà. È un piacere per un allenatore avere una squadra con giocatori che si giocano il posto tutte le settimane“.