Al Master 1000 di Miami il ceco classe 2005 Jakub Mensik ha battuto Djokovic in finale, conquistando il suo primo titolo ATP in carriera. E ora il futuro brilla davanti a lui…
Un aspetto che rende preziose le storie di sport è il loro svilupparsi intrecciando fili, sovrapponendo trame differenti, fiorendo attraverso legami e coincidenze che di solito appartengono alla letteratura. La vittoria di Jakub Mensik a Miami contro Nole Djokovic sembra scritta da uno sceneggiatore. Non tanto per il trionfo in sé, quanto per il contesto in cui è arrivato, per la storia stessa che gli ha fatto da prologo.
Negli Stati Uniti il talentuosissimo 2005 ha vinto il suo primo titolo in carriera, un mille, in un torneo dal quale stava per ritirarsi per un problema al ginocchio, contro colui che è sempre stato il suo idolo, a caccia del titolo numero 100 in carriera. “Sono cresciuto guardandoti giocare, ho iniziato a giocare a tennis a causa tua. Il migliore di tutti i tempi”, dirà dopo il successo di Miami rivolgendosi a Nole. 99 titoli e 18 anni di differenza tra i due: già solo questo basterebbe a spiegare perché è una storia speciale.
Mensik: tra passato e futuro
Poi ecco i fili che si intrecciano: su 7 finali a Miami l’unico a riuscire a battere Djokovic fu Andy Murray nel 2009, che oggi allena proprio il serbo. Oppure ancora: l’ultimo ceco a vincere un 1000 è stato Berdych nel 2005, vent’anni fa esatti, quando Mensik aveva appena due mesi. Prima che diventasse anche lui un idolo, ritratto anni dopo in una foto che oggi sta facendo il giro del mondo. Oltre a tutto questo poi c’è il talento, a tratti esondante. E non solo al servizio, vero grande punto di forza. Mensik è migliorato a rete, a fondo campo e ha un rovescio a due mani che ha già fatto male ai grandi. Insomma, il futuro sembra scritto. E il primo vero grande passo in questa direzione l’ha appena fatto.