Calcio

Allenatori in involuzione: Conceiçao da Dragone a gattino. A Baroni è venuto il braccino

Da dragone a gattino. La metamorfosi di Sergio Conceicao a Milano è preoccupante. Come fossero due persone diverse, come fossero due allenatori diversi. C’è poco o nulla di quello ammirato al Porto e che con il Porto ha vinto quasi tutto. Mancanza di identità, mancanza di carattere, poche idee, poca influenza all’interno dello spogliatoio, tanto caos e scelte rivedibili. Sicuramente la precarietà della panchina e un futuro già scritto a prescindere dai risultati non lo sta aiutando, ma l’allenatore portoghese ci sta mettendo tanto del suo. Dentro e fuori dal campo. A Napoli ha fallito l’ennesimo test, a partire dall’esclusione, l’ennesima di Rafa Leao per un Joao Felix improponibile. Questione di feeling, ma le ragioni del campo devono sempre prevalere. Per non parlare del pasticcio dei rigori specchio di uno spogliatoio che continua a fare un po’ come gli pare. Da Firenze a Napoli la storia si ripete, stavolta con il consenso di tutti. E poco importa se lo si è fatto per aiutare un compagno in difficoltà. Perchè anche al Maradona il Milan si è buttato via. Questo Milan è riuscito nell’impresa di far avere ai tifosi rossoneri una nostalgia canaglia di Paulo Fonseca, allontanato ingiustamente e prematuramente (come scrissi in tempi non sospetti).

Sergio Conceicao, allenatore del Milan

A Porto, Conceicao andava in guerra contro tutto e tutti, condottiero trascinante e riconosciuto, a Milano soffre della sindrome di accerchiamento e si mette sempre sulla difensiva. Come se fosse un esordiente, come se non conoscesse le dinamiche del calcio. La comunicazione è un disastro. L’aria da carnefice ha lasciato spazio alla vittima, cosa che al Milan gli riesce benissimo. Ma se firmi un contratto a tempo e le cose non vanno bene è logico essere messo in discussione. Logica dicevamo. Quella che gli serve per mettere in campo il miglior Milan possibile nel derby di coppa Italia dove Leao non può mai stare fuori. Quella che serve alla società per ricostruire il Milan. E non può bastare soltanto l’arrivo di un nuovo direttore sportivo. Perchè i nomi, vedi Paratici, non servono a niente se non hai la base. La Coppa Italia per salvare una stagione visto che la champions adesso sembra un miraggio. Il Milan non può essersi ridotto a questo. In estate servirà una rivoluzione su tutti i livelli perchè anche lo stesso mercato di gennaio al momento è un fallimento.

Paratici Sportitalia.it (screen Youtube)

L’ultima vittoria della Lazio in campionato risale al 2 marzo proprio contro il Milan. Ecco a proposito di allenatori, l’impressione è che Marco Baroni sia entrato un po’ in confusione. La Lazio è sulle gambe e sembra lontana parente di quella ammirata nel girone d’andata e nella splendida cavalcata in Europa League. E al suo allenatore sembra venuto il braccino del tennista. Anche contro il Torino non hanno convinto i cambi. Troppo conservativi quando il risultato era ancora in bilico (vedi Dele-Bashiru per Pedro). E alla fine li ha pagati perchè è arrivato il pareggio granata. E’ vero che le assenze di Castellanos e Tavares sono pesantissime, ma la gestione di Baroni lascia più di un dubbio. Che poi sono i dubbi che hanno anche in società.

Valentina Ballarini

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