L’esempio dell’ex pilota di Formula 1 è spesso e volentieri ispirazioni per molte persone nelle sue condizioni
Alex Zanardi è da sempre un esempio sia per gli sportivi sia per chi svolge una vita al di fuori dello sport. Dopo il tragico incidente in Germania nel 2001 Zanardi perse entrambe le gambe e dunque dovette abbandonare il campionato CART e anche la Formula 1.
Quando tutto sembrava finito, Zanardi si rimise in gioco post operazione con il ciclismo paralimpico, anche conosciuto come handbike. Qui si tolse grandissime soddisfazioni come le medaglie olimpiche arrivate a Londra nel 2012 a Rio de Janeiro nel 2016.
Zanardi, parole d’oro: ecco cos’ha detto
Mirko Testa, 27 anni, sa benissimo cosa significhi il percorso di Zanardi. Nativo di Grassobbio, anche lui è stato coinvolto in un condente che lo ha reso paraplegico durante una gara di motocross nel 2018. Così come Zanardi, ha saputo rinascere in tutti i sensi.

“C’è sempre una speranza, anche davanti alle difficoltà più grandi”. Così spiega Mirko che racconta come il desiderio di continuare a praticare sport gli ha dato la spinta per adattarsi ad una nuova vita, guardando il mondo da una prospettiva diversa.
Un grande insegnamento dato anche Alex Zanardi che disse: “La vita è sempre degna di essere vissuta e lo sport dà possibilità incredibili per migliorare il proprio quotidiano e ritrovare motivazioni”. Difficile spiegarlo meglio e proprio Mirko Testa ha fatto questo ragionamento, al netto delle difficoltà
Ha iniziato con judo a livello agonistico, ma la passione per le moto era troppo forte. L’incidente a 21 anni gli ha provocato una lesione midollare ma non ha mai mollato. Anzi, come detto, l’amore per lo sport supera qualsiasi problema, anche i più grandi.
Poi è arrivata l’handbike: “Sono tornato a lavorare. Prima dell’incidente mi occupavo di installare sistemi di automazione nei cantieri, in seguito, non potendo più camminare, ho svolto mansioni diverse in ufficio e quando potevo continuavo ad allenarmi in handbike“
Il passato è ormai alle spalle: “Non ho rimpianti, in fondo qualunque cosa facessi prima posso farla anche adesso, anche se in maniera diversa. La mia vita è piena, motivante e abbastanza divertente. Sono in giro per il mondo per quattro o cinque mesi all’anno, e mi è sempre piaciuto viaggiare”.
“Dopo l’anno olimpico – aggiunge –, che è stato molto stressante, ora cerco di ritagliarmi più tempo per me. Il mio sogno più grande? Raggiungere nuovi traguardi, ma anche costruirmi una famiglia con Sara».