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La storia di Bryn Kenney e il ‘monster bluff’ al Main Event PCA 2015

Se un giocatore è al primo posto nella All Time Money List dei tornei live, un pizzico di abilità con le carte deve pur averla. Non può essere solo fortuna.

Stiamo parlando di Bryn Kenney, 34 anni di Long Beach (New York), professionista di poker dal 2008. Se si va a leggere tra le righe dei suoi tanti risultati live (214 in the money ad oggi), si scopre che quelli “pesanti” sono iniziati già nel 2010. Tra questi, ci piace ricordare il secondo posto ottenuto in un side event da €10k di buy-in durante l’EPT di Sanremo 2011 (è uno dei suoi sei itm realizzati in Italia).

Nel suo palmares svetta, per prestigio, il braccialetto WSOP vinto nel 2014 con il torneo $1.500 10-Game Mix. Gli altri numerosi primi posti sono tutti caratterizzati da buy-in molto alti. Kenney, infatti, è uno specialista di eventi high-roller, ai quali partecipano solo professionisti di livello mondiale o i miliardari con la passione per il Texas Hold’em. Possono non piacere perché sono “esclusivi” e con un field molto ridotto, ma l’altissimo livello dei partecipanti e il rischio legato all’investimento li rendono tra i più impegnativi e spettacolari in assoluto. Alla fine, per chi ci arriva, i premi giustificano impegno ed esborso iniziale.

Non sorprende, quindi, che Bryn Kenney detenga il record per la più alta vincita finora realizzata in un evento dal vivo: $20.563.324, incassati con il secondo posto nel £1.050.000 Triton Million for Charity di Londra nel 2019 e in parte devoluti in beneficienza. Una cifra pazzesca per un runner-up, addirittura superiore a quella del primo classificato, il cinese Aaron Shu Nu Zang, grazie a un deal concordato prima dell’heads-up.

La storia personale di Bryn Kenney è simile a quella di tanti altri giocatori. Inizia con un mazzo di carte senza Re, Donne, Jack etc, ma ricco di elementi fantasy: quello di Magic: The Gathering. Ad un certo punto, però, nella sua vita arriva il poker. Ha da poco compiuto i 18 anni quando la love story con le 52 carte ha inizio.

La sua è un’immersione completa nel Texas Hold’em. Gioca tantissimo, e questo finisce per suscitare qualche preoccupazione nei genitori. Sua madre è particolarmente contraria al gambling e lo invita ad abbandonare il gioco. Come ha raccontato lo stesso giocatore in un’intervista rilasciata a Jeff Gross subito dopo il mega risultato delle Triton Series, papà Kenney ha un ruolo decisivo nella mediazione a favore del poker: “Sempre meglio che si dedichi a questo piuttosto che esca fuori a fare qualche altra strxxxxta come bere o assumere droghe“.

Il resto, poi, è merito dei risultati. A 21 anni arriva il primo ($34.446) e da lì in avanti è tutto un crescendo di piazzamenti a premio, di fronte ai quali i genitori comprendono il suo talento per il poker e iniziano a supportarlo. “Quando ho cominciato a portarla (si riferisce a sua madre, ndr) in giro con me a Barcellona, a Montecarlo e via dicendo, ha capito che forse doveva ricredersi.”

Mamma e papà lo sostengono anche nel momento più difficile della sua carriera. Raggiunto un buon traguardo, il giovane Bryn Kenney rovina tutto perdendo il controllo del bankroll ma ancora una volta arriva il supporto emotivo dei genitori, della mamma in primis: “Mia madre ha sempre creduto in me e mi ha dato sempre tanta indipendenza nelle mie scelte, sapendo di potersi fidare del mio mindset.” 

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