Colpo di scena Djokovic, ufficiale: tifosi increduli (Screen Youtube Tennis Tv) - Sportitalia.it
La rinascita un po’ inaspettata del fuoriclasse serbo. Eguagliato il record di un altro mito della storia del tennis
Il Re è morto? Macché, è vivissimo e lotta insieme a noi. Anzi, sta decisamente meglio di noi e di tanti altri suoi colleghi. 37 anni, in verità quasi 38, eppure Novak Djokovic non smette di stupire e di regalare emozioni. In primis a se stesso.
Infinito, immortale. Difficile trovare aggettivi nuovi per Djokovic. A Miami si è ripreso tutto quello che era suo, rispondendo da vero fuoriclasse a chi lo dava per arrivato al traguardo, alla fine di una carriera mitologica.
L’uscita di scena avverrà sì presto per ragioni anagrafiche, ma non prima di scrivere nuovamente la storia di un tennis che vuole restare orfano di un giocatore così straordinario il più tardi possibile. Dicevamo della storia, be’ un’altra pagina è stata scritta a Miami: Djokovic batte Dimitrov con un secco 6-2 6-3 e vola in finale al Miami Open.
E chi se l’aspettava, o meglio chi pensava di ritrovarsi un Djokovic a questi livelli dopo gli infortuni e i flop recenti. Sembrava davvero stesse andando oltre i propri limiti, fisici e legati all’età, invece puntuale arriva il colpo del campione. La rinascita di un giocatore, magari limitata in un breve periodo, che riconcilia con lo sport e ridà splendore al tennis adesso privo di Sinner.
Sui social spopolano i video della semifinale contro l’amico Dimitrov, ma anche le immagini del suo incontro con Leo Messi, di casa lì a Miami e venuto ad assisterlo dal vivo insieme alla sua famiglia.
“È stato un grande onore averlo sugli spalti – le parole di Djokovic dopo il match con Dimitrov – Penso che sia stata la prima volta che ho giocati davanti a Messi, onestamente ero un po’ nervoso. Sono molto grato per la sua presenza insieme alla sua famiglia. Sono sempre stato un suo tifoso, come la maggior parte del mondo”.
È andato in finale a Miami per l’ottava volta in carriera, come lui solo Andre Agassi. Per lui è stata anche la 60esima finale in carriera di un Masters 1000, la 142esima a livello Atp. Meglio del tennista di Belgrado hanno fatto solamente Jimmy Connors, Roger Federer e Ivan Lendl. La Leggenda continua, e forse ci regalerà qualche altra grande sorpresa…
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