La vicenda che ha coinvolto Jannik Sinner continua a seminare il panico nel tennis: l’ultim’ora mette paura, tutti impietriti
Il conto alla rovescia prosegue, magari non proprio spedito come spererebbe Jannik Sinner. Un mese e mezzo di sospensione è alle spalle, si è arrivato a metà del tragitto e tra venti giorni l’italiano potrà tornare ad allenarsi ufficialmente, prima di tornare poi a giocare a Roma ad inizio maggio.

Una sospensione che continua a far discutere quella accettata da Sinner per chiudere definitivamente il caso che lo ha visto suo malgrado protagonista. Una squalifica che ha fatto tanto parlare di sé nel mondo del tennis e continua a farlo ancora adesso. Il numero 1 al mondo spera che una volta conclusa la squalifica, l’intera vicenda possa andare subito in soffitta, senza la necessità di soffermarsi sempre sulla stessa storia, forse questa è anche la speranza del resto dei giocatori, probabilmente stanchi di rispondere sempre alle stesse domande.
Gli stessi giocatori che però non riescono a dimenticare quanto accaduto al collega e vivono nel timore che la stessa cosa possa capitare anche a loro. Lo ha detto chiaramente Lorenzo Sonego, tennista italiano appena eliminato dal Masters 1000 di Miami ad opera di Fritz.
Sinner, Sonego ammette: “Abbiamo paura”
La preoccupazione è chiara: che la vicenda Sinner possa ripetersi anche con altri tennisti. “Non parliamo più di tanto dell’argomento – ha affermato Sonego in un’intervista a Fanpage –, ma c’è la paura che possa succedere la stessa cosa a uno di noi e quindi che ci penalizzi”.

Una paura che in passato era stata già manifestata anche da altri tennisti. Emma Raducanu, ad esempio, durante gli Australian Open ha svelato di aver avuto una reazione forte dopo la puntura di un insetto, ma di aver rifiutato uno spray naturale per paura che potesse poi risultare positiva al doping.
Una situazione che, dunque, accomuna diversi tennisti e che Sonego ha spiegato in maniera molto chiara. Lo stesso tennista italiano ha poi raccontato di aver sentito Sinner: “Ci siamo sentiti – le sue parole – e ho cercato di stargli vicino dopo la sospensione“. Una sospensione che ha tenuto lontano il numero 1 al mondo dai campi di gioco e che ha fatto scattare l’allarme dei suoi colleghi. Se è successo a lui, il terrore è che possa tornare a ripetersi con altri tennisti, compromettendone la carriera. Un rischio che potrebbe essere attenuato dalle nuove norme Wada che entreranno in vigore nel 2027.