Gonzalo Higuain ed il River Plate, parliamo di un ritorno che non si è mai compiuto con il Pipa che ha infatti concluso la sua carriera all’Inter Miami in MLS. Il padre dell’ex centravanti di Juventus e Napoli, Jorge, ha rilasciato un’intervista a La Página Millonaria nel corso della quale ha provato a spiegare le motivazioni.
![Gonzalo Higuain [Credit: LaPresse] - Sportitalia](https://www.sportitalia.it/wp-content/uploads/2022/10/Higuain.jpg)
Higuain-River Plate: le parole del padre
“Quando hanno voluto prenderlo, non stava bene e mi ha detto: ‘Papà, se torno al River, dovrò avere 10 punti di vantaggio, altrimenti non ci tornerò’. Non si sentiva all’altezza di un simile impegno“. “Si trattava di un piano di cattivo giornalismo. “Quando venivo a casa mia, andavo a prenderlo all’aeroporto e la gente gli saltava addosso chiedendogli una foto, un autografo”.
Sul fantastico esordio del figlio in Prima Divisione, con quel Superclásico in cui il Pipita segnò una doppietta: “Volevo buttarmi in campo così per abbracciarlo. Che pomeriggio divino è stato quello. Due gol contro il Boca Juniors, due grandi gol, allo stadio del River Plate, con i tifosi. Quello ha avuto un impatto enorme, e la gente me lo dice sempre quando cammino per strada “.
Un ritorno al River da allenatore? Le parole del padre di Higuain
“Gli ho detto: ‘Penso che un ritorno al River sarebbe monumentale. Le persone del River ti amano così tanto, conoscono tutto il tuo percorso dalla scuola, al calcio giovanile, alla fase amatoriale, alla fase professionistica. Mi sarebbe piaciuto. Perché lo stadio sarebbe stato pieno, perché i tifosi del River lo adorano. Ora è a Miami, sta andando bene. Ci sta provando. Penso che si sarebbe unito allo staff tecnico dell’Inter Miami per far crescere i ragazzi. Perché ha seguito un corso. Mi piacerebbe che venisse e dicesse: ‘Papà, sono entrato nel River Plate come allenatore‘. Perché ricorda sempre Rubén Rossi, che era responsabile della crescita dei ragazzi, e questo gli ha lasciato una profonda impressione. Lui vuole essere quello; non vuole essere l’allenatore della prima squadra. La sua passione è sviluppare i ragazzi”.