Raffaele Palladino, allenatore della Fiorentina, ha rilasciato un’intervista al Corriere Fiorentino. Qui un estratto delle sue dichiarazioni.
Le dichiarazioni di Palladino

Le prossime partite contro Atalanta e Milan sono un bivio?
“No, sono due gare molto importanti. Abbiamo nove finali, è un campionato molto equilibrato e tutti i punti contano. Normale in una stagione, ma è vero che noi siamo stati un po’ estremi. Se un gruppo non è forte, però, non viene fuori dalle difficoltà. Soprattutto l’episodio di Bove poteva segnare la nostra stagione e invece i ragazzi sono venuti fuori e si sono rialzati”.
Perché la Fiorentina gioca meglio con le grandi?
“Le grandi devi attirarle per giocare in contropiede e noi abbiamo i giocatori per questo. Quando abbiamo avuto difficoltà contro difese basse era anche perché nel mezzo ai cambiamenti dati dal mercato. Abbiamo cambiato tanti giocatori, questo comporta delle difficoltà. Qui ho provato nuovi moduli e cambiato la gestione del gruppo, cose che a Monza non avevo vissuto. In questi mesi sono stato tanto al Viola Park, cercherò di stare più in città ora che mi sono trasferito in centro. Dopo la Juve non sono riuscito a girare per Firenze, tutti mi offrivano qualcosa e volevano fare foto”.
Sulle parole di Pradè.
“Non l’ho vissuta male, un direttore giustamente deve dare un po’ di scossa all’ambiente. Ho grande stima e amicizia con la società. Gli allenatori sono giudicati per i risultati ma non mi sono sentito tirato per la giacchetta”.
Palladino si proietta già anche al prossimo mercato della Fiorentina
“L’ossatura c’è, serve solo qualche valore aggiunto. Kean? Un mio pallino da due anni, ci vedevo il mio centravanti ideale. Qui è stato amato e si è fatto amare. E può crescere ancora. La clausola da 52 milioni? Moise riconosce quanto piazza, gruppo e società gli hanno dato. Stravedo per Zaniolo perché ha grande qualità, qui l’ambiente crede in lui. Per Colpani le difficoltà sono state più di adattamento al sistema di gioco. Quando i giocatori non rendono al 100% io soffro con loro. Comuzzo? Motivo di grande orgoglio, sono felice sia rimasto. 40 milioni? A volte le valutazioni vengono esaltate troppo e fanno male ai ragazzi, ha comunque un grandissimo futuro davanti. Su Bove? È un mio collaboratore, un fratellino. Gli voglio troppo bene. È molto intelligente, lo coinvolgo spesso. Mi dà una grande mano ma non posso pensare che Edo non giochi più. Sarà lui a decidere, ma dovesse smettere sa che nel mio staff ci sarà sempre un posto”.