Conceiçao: game over… e adesso la rivoluzione. Impronta made in Italy. Juve, i sogni in attacco di dicembre prendono sostanza

La sconfitta di Bologna mette virtualmente fine all’era Sergio Conceiçao al Milan. Al di là degli scossoni nell’immediato, smentiti peraltro dalla società (se dovesse accadere, ci sarebbe una soluzione interna “Tassotti style” per traghettare fino a giugno), è oggettivo che la situazione di classifica debba imporre delle riflessioni approfondite soprattutto in relazione allo spettro ormai materializzatosi di non prendere parte alla prossima edizione della Champions League. Uno sfacelo economico per tutti, figuriamoci per chi ha una struttura proprietaria che proprio per evitare di correre questo rischio, ha messo in scena una sessione di mercato come quella rossonera nel mese di gennaio.
Ci saranno conseguenze, e la prima riguarderà la guida tecnica. Un modo semplice per annacquare responsabilità che vanno decisamente oltre una sostituzione discutibile, piuttosto che un piano di gioco troppo elementare per poter essere efficace contro avversari di un certo livello.

L’allenatore del Milan, Sergio Conceicao in conferenza stampa


Il primo inevitabile passaggio sarà quello dell’individuazione di un vero Direttore Sportivo, che possa riportare Moncada al ruolo più congeniale del reclutamento di talento in giro per il Mondo, e che magari contempli anche quella capacità di gestione degli aspetti di campo che è totalmente mancata nel corso di questa disgraziata stagione. Tanti profili presi in considerazione, nessuna scelta ancora delineata, anche se i tempi sono maturi per una decisione che permetta al prescelto di iniziare a programmare quello che accadrà dalla primavera in avanti.
La responsabilità principale sarà quella della scelta di un nuovo allenatore che segua linee guida inoppugnabili. Stop all’esterofilia, ma ricerca di un tecnico “Made in Italy” che abbia contezza assoluta del contesto dal quale sarà chiamato a trovare risultati. Presto per arrivare alla certezza di un nome, ma di certo si tornerà a parlare di profili che erano già stati contattati, e se ne valuteranno altri che potrebbero liberarsi a fine stagione da vincoli che sembravano difficili da scindere.
Poi ci sarà il tema legato a Ibrahimovic, il cui aspetto gestionale è stato oggettivamente fallimentare in ogni esternazione, ma sul quale sarà la proprietà a prendere una decisione nel merito, magari modificandone la sfera di influenza proprio attraverso l’inserimento del nuovo profilo dirigenziale.

Pensa al futuro anche la Juventus, in cui tutti sono sotto esame e con l’obiettivo minimo che, a differenza della controparte rossonera è decisamente più alla portata, classifica attuale alla mano.
I cambiamenti investiranno parte della rosa, con sogni di mercato dei quali abbiamo parlato già all’inizio dello scorso mese di dicembre, e su cui i bianconeri stanno continuando a lavorare sottotraccia, anche al netto delle difficoltà economiche che potrebbero comportare.
L’uscita certa di Vlahovic in estate comporterà modifiche all’assetto avanzato dei bianconeri, e il nome di Lookman anticipato in esclusiva nei mesi scorsi, resta assolutamente nel mirino dei bianconeri. La concorrenza non mancherà, con la Premier League in evidenza.
Come abbiamo raccontato, non sono mancati neppure i contatti meramente esplorativi ma comunque costanti, anche con l’entourage di Osimhen. Clausole, tagliole ed interlocutori lo rendono un obiettivo molto complicato, ma non per questo da escludere a priori.

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