Jesse Marsch, ct del Canada, ha speso parole molto pesanti nei confronti del presidente degli Stati Uniti D’America Donald Trump: “Se c’è una cosa che voglio dire al mio presidente – spiega Marsch -, nato nel Wisconsin, è che deve smetterla con la storia ridicola del Canada come cinquantunesimo stato americano. Da statunitense mi vergogno per l’arroganza e il mancato rispetto dimostrato nei confronti di un nostro storico e fedele vicino e alleato”.

“Il Canada è una nazione forte e indipendente, con una sua profonda dignità ed è un luogo che valorizza l’etica e il rispetto a differenza del clima estremizzato, irrispettoso e spesso pieno d’odio che si respira ora negli Stati Uniti – ha continuato ancora più duramente -. So che tutto ciò alimenterà ancora di più la mia squadra, la sua mentalità e la volontà di vincere questo torneo in ogni modo e mostrare dentro e fuori dal campo quale sia il carattere dei canadesi. In questo momento non potrei essere più orgoglioso di essere il ct di questo paese. In Canada ho trovato un posto che incarna gli ideali e la morale, non solo di cosa sia il calcio, ma anche di cosa sia la vita”.
Adesso si aspetta una risposta di Trump?
“Non lo conosco personalmente, lo seguo da lontano, ma volevo che fosse molto chiaro il mio pensiero su questa idea del cinquantunesimo stato. Tutti abbiamo il diritto di parlare, è uno dei diritti fondamentali dell’essere statunitensi, ma francamente le sue parole sono state un insulto”.
Trump aveva detto di voler annettere il Canada
Ricordiamo che Trump aveva lanciato la provocazione dell’annessione del Canada agli USA: “Chiediamo rispetto alle altre nazioni. Il Canada ha 200-250 miliardi di surplus commerciale con noi”, aveva dichiarato a Davos.
“Non capisco perché non vogliano diventare uno Stato federale degli Stati Uniti. Gliel’ho detto: ‘Se volete diventare uno Stato federale, non avreste più un surplus con noi e il problema sarebbe risolto’”.