Jannik Sinner si è trovato al centro di un’ondata di critiche dopo il patteggiamento con la WADA, con alcuni colleghi che non hanno risparmiato frecciate sulla presunta disparità di trattamento nei confronti dell’azzurro.
Novak Djokovic, uno dei più duri sulla questione, aveva dichiarato: “La maggior parte dei giocatori sente che c’è del favoritismo. Se fosse successo a qualcun altro, forse la punizione sarebbe stata più dura”, mettendo in discussione l’equità delle decisioni antidoping. Anche Alexander Zverev non ci è andato giù leggero, esprimendo forti perplessità sulla brevità della sospensione di Sinner e sottolineando come il sistema antidoping debba essere più rigoroso e coerente: “Tre mesi? Non credo che questa sia una vera punizione. Non invia il messaggio giusto”. Parole che hanno alimentato il dibattito, soprattutto considerando casi precedenti in cui sanzioni più pesanti sono state inflitte per circostanze simili.
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Più diretto e polemico, ma la cosa non stupisce, Nick Kyrgios, che sui social ha scritto: “Se fosse capitato a me o a qualcun altro fuori dal top 10, saremmo stati massacrati”, evidenziando come il ranking possa influenzare l’applicazione delle regole. Infine, Stan Wawrinka ha sottolineato la necessità di maggiore trasparenza nel sistema: “Troppi casi vengono gestiti in modo diverso. Serve chiarezza, perché così si mina la credibilità dello sport”. Proprio un ex collaboratore di Wawrinka è intervenuto recentemente per prendere le difese di Sinner.
Caso Sinner, Vallverdu: “Hanno perso in due”
Le critiche a Jannik Sinner non si limitano certo Djokovic o Zverev, perché ce ne sono state di più varie e provenienti anche da esponenti di altri sport. Il tennista altoatesino ha trovato conforto in Panatta, Binaghi e Vavassori, ma ha anche dovuto sopportare il silenzio di suoi “amici” come Musetti e Berrettini. Daniel Vallverdu, attuale coach di Dimitrov che ha lavorato anche con Murray e Wawrinka, tra gli altri, si è detto deluso dalla gestione mediatica da parte dei colleghi detrattori di Jannik Sinner.
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Ha fatto scalpore il suo post su X, dove denuncia una mancanza di coesione tra colleghi che Vallverdu non fatica a definire cameratismo: “Dopo aver aspettato qualche giorno per digerire la reazione del mondo del tennis in merito alla squalifica di Sinner, vorrei dire che sono rattristato dalla mancanza di cameratismo. La maggior parte dei tennisti non si concentra sui fatti del caso. I veri perdenti qui sono Jannik Sinner e il tennis. Dovremmo concentrarci sui processi e sulle regole delle agenzie antidoping piuttosto che sul giocatore che ne è vittima”.