Editoriale Calcio

Missione Düsseldorf, tra ipotesi e realtà. E intanto Ibra…

La missione a Düsseldorf di Furlani e Moncada profuma, smentite di rito a parte, fortemente di mercato. Ma l’aeroporto della Renania settentrionale-Vestfalia resta proprio nel bel mezzo di una zona ad altissima densità di squadre di Bundesliga da cui comprare e a cui vendere. Le ipotesi si sprecano, ma come sempre, il Milan lavora sotto traccia e le sorprese non sono da escludere.

Un acquisto per reparto, sarebbe l’indicazione di massima da rispettare. In difesa, è sulle fasce che serve il rinforzo: al centro infatti, il Milan ha ormai definitivamente frenato l’uscita di Tomori, salvo scossoni di alto livello (dai 35 milioni in su), che comunque farebbero poco piacere a Conceição. Il nome di Kylie Walker nasce da una proposta del giocatore attraverso agenti ben noti a Casa Milan: per curriculum ed esperienza, interesserebbe, per carta d’identità e costi, decisamente meno. Di certo Walker non è una priorità, ma è un nome da tenere in considerazione come tanti altri. Per esempio, nel raggio di pochi km da Düsseldorf, giocano due giovani interessanti come Netz (B. Moenchengladbach) e Kabar (B. Dortmund), entrambi ben conosciuti da Moncada. Una precisazione importante: essere nati dopo il 1 gennaio 2002 è una qualità importante, perché permetterebbe di essere inseriti in lista Serie A senza occupare uno dei 17 posti, quindi senza dover depennare nessuno.

Lo stesso vale anche per il centrocampo, dove col recupero di Bennacer è rimasta scoperta la casella di un giocatore che possa dare il cambio – e giocare insieme – a Fofana. Warren Bondo del Monza sarebbe l’innesto perfetto per qualità, età e prezzo. Il connazionale Gorna-Douath (Salisburgo) è un’alternativa, anche se dopo il grave infortunio di qualche mese fa, l’hype intorno a lui è un po’ calato. Occorre però focalizzare la tipologia di giocatore: fisico, attitudini difensive e, volendo, anche capacità di ripartire. Il tutto a un prezzo contenuto, meglio se con una formula conveniente (prestito con diritto di riscatto). Il regista invece, arriverà in estate, con Samuele Ricci in prima fila.

In attacco, la pista Rashford resta ancora in piedi: se Furlani e Moncada lavorano in trasferta, Ibrahimovic gioca in casa e cerca di far pressione sull’ex compagno di squadra. Come spiegato più volte, il problema è sulla formula: il prestito secco significherebbe costringere United a una forte contribuzione, mentre il prestito con diritto di riscatto presupporrebbe un forte sconto del giocatore nel virtuale – ma obbligatorio – accordo sull’ingaggio futuro. Nella zona DUS ci sono tanti begli attaccanti, da Schick (Leverkusen) a Pepi (PSV), senza dimenticare chi gioca più lontano, come Gimenez (Feyenoord) e Burkardt (Mainz). Ma pur essendo il 9 “puro” un’esigenza imprescindibile, la sensazione è che sia – nonostante le difficoltà – più facile mettere a segno il colpo a effetto Rashford, che spostarsi su profili più “estivi” per spesa e ambientamento al campionato.

Sullo sfondo, Noah Okafor, protagonista delle ultime ore: il giocatore è clinicamente sano, nonostante la presa di posizione del Lipsia, pretestuosa e dovuta in primis a un contenzioso con l’agente sulle commissioni, in cui il Milan non c’entra nulla. Alla fine, l’ipotesi più probabile è che il duo sia volato in Germania proprio per riabilitare l’onore dello svizzero e trovargli una degna sistemazione in Bundesliga (non è da escludere un nuovo tentativo proprio con la squadra Red Bull): sarà uno tra lui e Jovic (su cui l’agente Ramadani lavora in uscita) a dover lasciare il posto a Rashford o chi per lui, quindi la partenza di uno (o entrambi) è strategica ed essenziale.   

Francesco Letizia

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