Tennis

Tennis, l’incubo è senza fine: annuncio straziante

Il tennista sta vivendo un incubo senza fine. Il suo racconto è straziante, brividi tra gli appassionati di sport

Ventidue titoli Atp, tra cui uno Slam, ottenuto nel 2009 allo US Open. Due medaglie olimpiche, un bronzo nel 2012 e un argento nel 2016, anno in cui riuscì anche a trascinare la sua nazionale alla conquista della Coppa Davis. Un best ranking di numero 3 al mondo, raggiunto nel non lontanissimo 2018.

Del PotroDel Potro
Tennis, l’incubo è senza fine: annuncio straziante (Foto Ansa) – Sportitalia.it

I numeri appena citati farebbero brillare gli occhi alla stra-grande maggioranza dei tennisti, ma il caso di Juan Martin Del Potro è parecchio diverso.

Perché “la Torre di Tandil” è stato uno dei pochissimi giocatori, assieme a Stan Wawrinka ed Andy Murray, a tenere il passo dei Big3, fino a quando il fisico gliel’ha consentito. Già, il fisico: la storia di Del Potro – tennista estremamente amato dagli appassionati e dotato di un dritto ipersonico – è una storia tormentata dagli infortuni, che si è trasformata in un vero e proprio calvario alla fine del 2018, periodo in cui rimediò la frattura della rotula.

Juan Martin Del Potro racconta il suo calvario: tifosi in lacrime

Da quel momento, l’argentino è stato costretto ad operarsi al ginocchio per ben sei volte, senza mai riuscire a risolvere il problema in via definitiva. La sua carriera si è di fatto compromessa irrimediabilmente, nel segno di dolori cronici che gli hanno impedito di tornare competitivo e – ancor peggio – di vivere una vita normale. Quest’ultimo un aspetto davvero triste, che il diretto interessato ha trattato in una recente video-intervista di 12 minuti che ha commosso i fan di tutto il mondo.

Juan Martin Del Potro racconta il suo calvario: tifosi in lacrime (Foto Ansa) – Sportitalia

Del Potro ha evidenziato come quando ha giocato l’ultimo match con Delbonis (8 febbraio 2022 all’Atp di Buenos Aires, ndr), la gente non lo sapeva, ma il giorno dopo ha preso un aereo per la Svizzera e si è sottoposto a un altro intervento al ginocchio. “Da quel momento in poi non ho più reso pubbliche le mie operazioni”, ha raccontato.

Ma l’argentino le ha provate tutte. “Sono stato due mesi rinchiuso in un villaggio vicino a Basilea. Mi hanno operato, c’è stata una riabilitazione, ma non ha funzionato. Mi hanno operato una sesta volta. Sono andato negli Stati Uniti e ho continuato la riabilitazione. Tra un intervento e l’altro ho provato dei trattamenti, avrò avuto più di 100 iniezioni nella gamba, nell’anca e nella schiena. Mi hanno fatto infiltrazioni, bruciati i nervi, bloccati i tendini, ma dopo quella partita non c’è stato più niente da fare. Il mio corpo non mi permette più di giocare“, ha detto amareggiato.


“Da quel giorno non riesco più a salire una scala senza dolore. Mi fa molto male quando dormo, quando mi giro su un fianco o quando mi sveglio perché ho dei fastidiosi dolori. È come un incubo senza fine e continuo a insistere ogni giorno per cercare soluzioni e alternative, ma non riesco a trovarle. Ogni volta che ci penso provo emozioni bruttissime, mi fa arrabbiare molto, mi rende impotente, ma non riesco a cambiare le cose”, ha concluso visibilmente provato.

Del Potro, lo ricordiamo, tornerà in campo un’ultima volta il prossimo 1 dicembre per una partita d’esibizione in Argentina contro Novak Djokovic. Un addio che renderà, se possibile, meno amaro il suo congedo dal tennis giocato. La più grande speranza, però, è che Juan Martin torni ad avere una vita normale il prima possibile.

Giuseppe Canetti

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