Serie A

Torino, Vanoli: “E’ una vittoria che cercavamo”

Paolo Vanoli, tecnico del Torino ha parlato così dopo la vittoria 1-0 contro il Como.

E’ una vittoria sporca e importante per la fiducia: Era la prestazione che cercavo: caratteriale e da Toro, è una vittoria da Toro. Avevamo espresso grandi prestazioni con risultati altalenanti, ma mi mancava vedere questa caratteristica. Deve essere una lezione, quando devi vincere a tutti i costi ti viene anche il tremore…Mi ha dato fastidio, l’ho anche prima della gara che volevo questa prestazione

Cosa vede in Njie: Ho tanti ragazzi speciali. La Primavera non è uno sparring partner, ma ho sempre detto a questi ragazzi che li tenevo in considerazione. E’ importante il mio rapporto con il loro mister, il mio percorso è stato nelle nazionali giovanili e mi piace il loro entusiasmo. Non guardo mai la data di nascita, si parla poco anche di Dembele e Ciammaglichella. E’ per loro uno stimolo per continuare: ho detto loro che da quando si è fatto male Zapata, non cercavo nessuno sul mercato perché non c’erano giocatori funzionali e punto sui cinque attaccanti che ho, con un altro giovane (Gabellini, ndr). Devono darmi entusiasmo e voglia di venire al campo, ma la loro strada è ancora lunga

Avete aggiunto qualcosa in difesa..: Abbiamo cambiato tanto, i ragazzi devono capire i miei meccanismi e io devo trovare una continuità. Stasera dietro hanno fatto una grande partita, Maripan ha dimostrato personalità nel finale e sono le sue caratteristiche. Serve più coraggio con la palla, ma c’è stato grande carattere. C’è tanta strada da fare, ma ci dà fiducia

Oggi si è rivista davvero la cattiveria per non prendere gol..: Le partite vanno giocate: tutti gli allenatori vorrebbero sempre la miglior gara, ma ci sono gli avversari. A volte devi portarle a casa con altre caratteristiche. Devono gioire anche su una fase difensiva, si devono esaltare. I cinque minuti nella nostra aerea devono esaltarli…Abbiamo trovato un Como che ha cambiato tanto e si è migliorata, ma la voglia di non prendere gol e soffrire fanno parte delle vittorie più belle

Che cosa l’ha convinta? Anche la tenuta nervosa..: Volevo vedere unione d’intenti da parte di tutti. Volevo vedere un’unica strada per arrivare al risultato, devo dire che lo hanno dimostrato. Anche chi è entrato ha capito il momento, a Cagliari ci è mancato un po’. La prestazione con la palla noi è stata dovuta alla paura di cercare il risultato, venivamo da quattro sconfitta: è una lezione per il futuro

Lazaro e Vojvoda a che punto sono: Lazaro lo conoscevo dall’Inter, ora lo vedo determinato e voglioso di prendersi rivincite e lo sta dimostrando. Ma per le sue qualità può pretendere di più, deve essere più bravo a puntare l’uomo e a spostare palla e crossare. Vojvoda ha dimostrato di essere importante per la duttilità, era partito braccetto e può giocare esterno anche a piede invertito: avere un jolly è importante, soprattutto in questo periodo che ne abbiamo vissute tante…Tutto questo deve essere al servizio della squadra, lo hanno dimostrato stasera e ho visto che si aiutavano l’uno con l’altro, hanno sofferto insieme

Tornando su Njie: è la vittoria di tutto il club? Quanto è importante avere un giovane che si affaccia e diventa decisivo: E’ una soddisfazione per tutto il club, significa che si è lavorato bene. Da quando sono qui, ho voluto avere un rapporto anche con l’allenatore della Primavera per capire quanto potessero crescere. Dellavalle è andato a fare esperienza in B, Balcot si allena con continuità con noi. Già dal ritiro, tanti giovani sono stati con me. Poi, dire chi può stare in rosa non è facile. E per questo voglio che non si illudano i ragazzi, la bravura è questa. Tre ragazzi che erano con me oggi devono andare in Primavera, lì devono portare un significato importante: hanno una responsabilità, sono giovani ma si allenano in prima squadra. E sul comportamento non devono sbagliare perché altrimenti non vedono più la prima squadra. Ma quando uno non gioca, è giusto che vada in Primavera. Chi si allena con me, in Primavera deve togliere il posto a qualcuno e deve dimostrare responsabilità, perché così si cresce. Ed è bello vedere questi ragazzi esultare con i loro tifosi

Carlo Pozzoli

Carlo Pozzoli, nato a Genova il 23/02/1993. Da ottobre 2021 faccio il Telecronista presso Sportitalia. Sono diplomato come Ragioniere e mi sono poi laureato al D.A.M.S.

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