Calcio

Esonero Pioli, bufera dopo la Supercoppa: c’è già il nome del sostituto

Esonero Pioli, bufera dopo la Supercoppa: c’è già il nome del sostituto. In pochi mesi la situazione dell’allenatore è cambiata

Nulla è eterno nella vita, figuriamoci nel calcio. Si fa in fretta a passare dall’esaltazione alla depressione, anche se immotivata. Come si fa in fretta a passare nel giro di pochi mesi da ‘Pioli is on fire‘, coro che ha fatto il giro dell’Europa, a #Pioliout, l’hashtag si maggiore tendenza al momento su Twitter.

Esonero Pioli, bufera dopo la Supercoppa (Sportitalia.it)

Dopo l’opaco pareggio di Lecce, con un primo tempo dominato dai salentini, è arrivata la mazzata definitiva nella Supercoppa Italiana che da mercoledì sera è nelle mani dell’Inter. Al di là degli sfottò di tifosi e giocatori avversari, come Cahlanoglu che si è goduto la rivincita parlando di karma, resta la sensazione lasciata dalla partita.

Il Milan è una squadra in confusione, più mentale che tecnica in questo momento. Come era già successo sabato scorso in Salento, dopo i 10 minuti iniziali di equilibrio alla prima occasione è andato sotto e non ha trovato la forza per reagire.

Approccio molle, troppi giocatori che appaiono fuori condizione e non solo quelli reduci dai Mondiali come Giroud e Theo Hernandez, una fascia destra con Messias e Calabria arata dai nerazzurri. Ma anche i tanti infortuni a cominciare da quelli di Maignan (fondamentale) e Origi che dovrebbe dare un cambio a Giroud, oltre ai cronici problemi di ambientamento che ha mostrato De Ketelaere.

Esonero Pioli, bufera dopo la Supercoppa: squadra in crisi e tifosi scatenati

Una settimana fa dopo la sconfitta ai supplementari in Coppa Italia contro il Torino, giocando dal 70′ con un uomo in più, Stefano Pioli aveva promosso un mini ritiro, ma una sola n otte non è bastata. Ora non c’è nemmeno il tempo di rifiatare perché arriverà la Lazio ed è già un crocevia fondamentale per la stagione.

L’allenatore è il primo a saperlo mentre analizza quello che non ha funzionato nella notte di Riyad.”Non siamo abituati a commettere questi errori, poi se li commettiamo contro questi avversari è la fine. Non stiamo vivendo il nostro momento migliore dal punto di vista mentale e non credevo sarebbe successo. Conosco i miei giocatori, per questo mi aspetto sempre delle prestazioni positive. Invece in questo momento facciamo fatica a reagire ad un errore” .

Ancora una volta comunque ha difeso i suoi giocatori, a cominciare da Theo Hernandez criticatissimo da tifosi e stampa. Ma mancano le soluzioni e vedere il Milan che troppo spesso di affida a lunghi sperando nella spizzata vincente è un segnale.

Come è un segnale quello che da ieri sera sta montando sui social e in particolare su Twitter. Tre anni e mezzo fa, quando era arrivato al Milan al posto di Giampaolo, l’allenatore parmense efra stato accolto da un #Pioliout di semplice memoria corta, ricordando quello che aveva fatto all’Inter. Oggi invece quell’hashtag spopola, anche se non manca chi lo difende.


Esonero Pioli, bufera sul tecnico: la posizione del Milan e i nomi dei sostituti già pronti

Il club al momento ha solo una risposta per i suoi tifosi. Come nella passata stagione sono state la coesione e l'unione d'intenti a fare la differenza, così deve essere adesso. Tutti uniti attorno a Pioli, non c'è motivo di cambiare.

A giugno però due conti li farà anche il Milan e già si avanzano ipotesi di un successore. Uno xdei nomi caldi rimane quello di Mauricio Pochettino che non ha mai nascosto la sua voglia di allenare in Serie A. Grazie alla buonuscita del PSG può aspettare sereno, ma a Parigi guadagnava 11.2 milioni a stagione, decisamente troppi per le casse ropssonere.

Poi c'è il nuovo che avanza prepotentemente, Roberto De Zerbi che sta facendro miracoli anche al Brighton. Ha firmato un quadriennale cfon gli inglesi ma di fronte all'offerta giusta potrebbe pure muoversi anche se la sua ultima volta a San Siro se la ricordan o tutti.

Roberto De Zerbi (Sportitalia.it)

Era l'aprile 2021, Milan-Sassuolo 1-2 e lui aveva appena attaccato il progetto Superlega: “Chiaramente non ce l’ho con tifosi, giocatori o allenatore di Milan, Inter o Juve, ma era giusto dire quelle cose e tornassi indietro le ridirei. Non ho offeso nessuno quindi non devo chiedere scusa. Probabilmente mi sono precluso la possibilità di andare in uno di questi club, ma tornassi indietro lo rifarei ancora più convinto”, disse a fine gara.

Infine c'è l'ipotesi del ritorno di Massimiliano Allegri nonostante un contratto fino al 2025 con la Juventus. Solo fantacalcio, o meglio fantallenatori? In estate sapremo.

Federico Danesi

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