Federer entra a Wimbledon per le celebrazioni del centenario del Centrale (Foto ANSA)
Nato nel 1877, 135 edizioni, Wimbledon festeggia i cento anni del suo campo centrale con una speciale festa in perfetto stile inglese con Federer grande protagonista
La domenica di metà slam, prima che scendano in campo i protagonisti degli ottavi di finale dei tabelloni maschile e femminile, Wimbledon ospita un momento magico.
I cento anni del campo centrale sono l’occasione per rivedere alcuni dei più grandi tennisti di tutti i tempi, sotto un caldo sole londinese in uno scenario davvero straordinario.
Sono le 14.50. Sul centrale entrano a uno a uno tutti i fuoriclasse che a Wimbledon hanno vinto almeno una volta. Tra i tantissimi che vengono chiamati sul campo ci sono Stan Smith (proprio quello che ha dato il nome a un paio di scarpe che al momento è una delle più vendute di sempre), Pat Cash, Goran Ivaniservic. Ma anche Martina Hingis (la ragazza che fu accoltellata da un fan), John McEnroe che in realtà è uno dei brillanti conduttori dell’evento. Poi Rafael Nadal per il quale si scatena un’autentica ovazione, scavalcata solo da quella per Andy Murray che a Wimbledon vinse lo Slam e l’oro olimpico.
Tra i plurivincitori personaggi mitici, come Margaret Court (24 titoli, nemmeno Serena Williams, stavolta assente e non del tutto giustificata, è arrivata al suo livello). Assente anche Martina Navratilova, positiva al Covid, costretta a seguire l’evento dall’albergo. Ci sono gli australiani John Newcombe e Rod Laver, unico a concretizzare – ben due volte – il Grande Slam. Bjorn Borg, la deliziosa Chris Evert Lloyd reduce da una durissima battaglia contro il cancro. A parlare della loro emozione sul campo sono solo la leggendaria Billie Jean King cui è intitolata la versione femminile della Coppa Davis. Venus Williams – cinque vittorie – Novak Djokovic e l’otto volte campione Roger Federer.
Tanti gli assenti: Pete Sampras, allergico a qualsiasi manifestazione pubblica. Serena Williams, uscita al primo turno e la cui mancanza, per la verità, pesa non poco. Boris Becker, in carcere per frode ed evasione fiscale. Ma anche la splendida Steffi Graf, vittoriosa a soli 17 anni.
Standing ovation per Roger Federer, elegantissimo in un completo blu che lo vede accanto a Novak Djokovic, in divisa da gioco e in calendario nell’ultimo match di giornata. Anche lui chiamato a dire poche parole di circostanza: “Ho giocato qui tante volte – dice lo svizzero – ed essere qui con tutti questi fuoriclasse è emozionante. Non sapevo come mi sarei sentito a fare questo viaggio, ma ora che sono arrivato, sono felice. Spero di avere rappresentato degnamente il nostro sport, ma spero anche di poter giocare ancora qui” conclude Federer di fronte al pubblico che si alza di nuovo in piedi.
É l’ultimo Wimbledon per Sue Barker storica conduttrice della BBC che andrà in pensione. Lacrime e commozione anche per lei.
Sul campo risuonano le note di piano e voce di Freya Ridings con “Lost Without You” e la cerimonia lascia il campo ad applausi, foto di gruppo e un po’ di malinconia. Al pensiero che quei signori un po’ appesantiti e quelle donne un po’ arrotondate forse oggi – nel pieno delle loro forze – potrebbero ancira giocare e vincere. Sicuramente dare spettacolo in un tennis più muscolare, non sempre emotivo.
Wimbledon si festeggia nel modo più autorevole e tradizionale con il suo stile inconfondibile. Il tennis, in un difficile momento di transizione, celebra se stesso.
Sipario.
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