Fernando Alonso (Ansa)
“Ha un problema serio”, che frecciata ad Alonso: la bocciatura dell’ex campione. Il pilota spagnolo riceve una durissima critica, per molti versi inaspettata
A quarant’anni compiuti, a luglio ne farà quarantuno, Fernando Alonso è ancora sulla cresta dell’onda. Il fuoriclasse di Oviedo, due volte campione del mondo di Formula 1 al volante della Renault, protagonista di un sodalizio vincente con Flavio Briatore nei primi anni 2000, è considerato uno dei più grandi campioni nella storia degli sport motoristici.
E soprattutto, quello che colpisce di più del pilota spagnolo, è la sua straordinaria longevità agonistica. Nonostante ormai da molto tempo non riesca più a competere per il titolo mondiale, Alonso non è ancora appagato e l’attrazione per la velocità prevalgono ancora sul desiderio di cambiare vita.
Tra l’altro nonostante sia ormai prossimo a tagliare il traguardo dei 41 anni, Fernando Alonso è riuscito a stupire tutti, ancora una volta, in occasione delle qualifiche del Gran Premio del Canada.
Il due volte campione del mondo, pur non essendo al volante di una vettura in grado di competere per la vittoria, ha sfruttato appieno il suo talento per conquistare la prima fila a Montreal, peraltro su una pista resa insidiosa dalla pioggia e dalle condizioni di asfalto bagnato.
Insomma, il re Fernando non considera ancora arrivato il momento di appendere il casco al chiodo e continuerà a correre fino a quando il fisico e la testa glielo consentiranno.
Tra i tanti rivali e avversari che Alonso ha incontrato nel corso della sua straordinaria carriera c’è senza alcun dubbio anche Nico Rosberg, il pilota tedesco figlio d’arte che ha conquistato il titolo di campione del mondo nel 2016 al volante della Mercedes salvo poi annunciare il proprio ritiro dalle gare a soli 31 anni.
E Rosberg nei confronti di Fernando Alonso non è molto tenero: “Fernando è straordinario, ha un talento che nella storia della Formula 1 pochi altri piloti hanno avuto. E’ incredibile come ancora oggi riesca ad essere veloce e competitivo“.
Ma dopo le parole al miele, c’è spazio anche per la punta di veleno: “A volte gli è mancata la competenza sociale – ha spiegato Rosberg – spesso ha avuto difficoltà a far parte dei migliori team perché non lo volevano più a causa dei ponti bruciati in passato. Questo è stato sicuramente uno dei suoi punti deboli”.
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