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Guerra Russia-Ucraina, muore l’ex capitano della nazionale: i dettagli

Sta diventando un tributo di vite inaccettabile il conflitto tra la Russia e l’Ucraina, lo sport piange un’altra vittima

UcrainaUcraina
Scene di guerra in Ucraina (ANSA)

Ogni giorno la guerra di Russia e Ucraina porta all’attenzione del pubblico notizie sempre più gravi, sempre più drammatiche.

Alle migliaia di vittime civili si aggiungono anche molte vittime del mondo dello sport, atleti che avevano lasciato il loro allenamento per difendere il loro paese. Ma anche molte vittime innocenti, sepolte dalle macerie durante i bombardamenti.

Guerra in Ucraina, un’altra morte tragica

All’elenco si deve purtroppo aggiungere anche il nome di Yevhen Obedinsky, ex capitano della nazionale ucraina di pallanuoto. Obedinsky, ufficiale dell’esercito, era a Mariupol ed è stato ucciso il 17 marzo scorso, durante un bombardamento nei pressi del porto della città. La notizia è stata diffusa ufficialmente dal padre, Aleksander Obedinsky, allenatore di pallanuoto molto noto nel paese, solo ieri.

Il survivor ucciso dalle bombe

La figura di Evgeny Obedinsky, forse non molto conosciuta nel nostro paese, è fortemente simbolica per molti motivi. Zenya, così come era soprannominato dai suoi familiari e dai suoi amici più cari, era un survivor. Alcuni anni fa, quando era nel pieno della sua attività agonistica sia con la nazionale che con il suo club, l’Ilyichevets, con cui aveva vinto un gran numero di titoli nazionali, Obesinsky aveva sconfitto le conseguenze di una gravissima malattia, un tumore al cervello.

Il giocatore, un fisico statuario, era diventato un vero e proprio simbolo per molti malati non solo in Ucraina. La sua attività fuori dalla piscina era diventata intensissima anche nel sostegno della ricerca. Era sposato, padre di tre figli.

Il toccante messaggio di Aleksander Obesinsky è stato sottolineato da migliaia di messaggi di cordoglio provenienti da ogni parte del mondo : “Zenya era un figlio, un padre e un fratello meraviglioso, disinteressato, generoso e felice della vita, anche nei momenti più disperati era il primo a incoraggiarci. Abbiamo avuto un rapporto affettuoso e di fiducia, ci siamo sempre trattati con amore. Un dolore terribile, una perdita irreparabile. Benedetta sua la tua memoria, lo accolga il regno dei cieli”

Secondo un rapporto del CIO dall’inizio del conflitto sono 34 gli sportivi iscritti al comitato olimpico ucraino deceduti.

Mauro Marchina

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